I ProfetidelCodice
Sanno cosa cerchi, cosa guardi, con chi parli. Possiedono i tuoi dati, addestrano gli algoritmi e decidono cosa devi pensare, cosa comprare, cosa votare. Una sola voce in scena, tredici nomi sul banco degli imputati.

La nuova
tecnocrazia
Musk, Thiel, Bezos, Altman, Zuckerberg, Huang, Vance, Ellison, Hassabis, Su, Karpathy, Amodei, Karp. Tredici nomi che governano infrastrutture, soldi e immaginario di mezzo pianeta. Nessuno li ha eletti.
I Profeti del Codice li mette uno per uno sotto la luce: chi sono, da dove vengono, chi pagherà il conto.
In scena solo la voce. Niente ospiti, niente schermi, niente grafici: una sedia, un microfono, una storia per volta. Ogni episodio vive da solo. I tredici insieme raccontano come è cambiato il potere nel nostro secolo.
- Format 13 monologhi · una sola voce in scena.
- Durata 25–35 min.
- Lingue Italiano e spagnolo.
- Mercati Italia, Spagna, America Latina, internazionali.
- Vita YouTube, teatro, podcast video.
- Autrice & voce Natàlia García Carbajo.
Una donna, una sedia, un microfono. Trenta minuti, un personaggio per puntata. Tensione, smontaggio, colpo finale.
Non di tecnologia: di potere. Di chi finanzia chi, di chi decide cosa vediamo, cosa pensiamo, cosa compriamo. Di chi possiede l'infrastruttura su cui gira metà del pianeta — e di come ha smesso di chiedere il permesso. Tredici nomi che oggi pesano più di qualunque governo eletto.
Per chi vuole capire il collegamento fra tecnologia, finanza e potere. Dietro un'app c'è un fondo, dietro un fondo c'è un'ideologia, dietro un'ideologia c'è qualcuno che ha deciso al posto nostro. Pubblico adulto che non si accontenta della cronaca: vuole vedere chi muove le leve, e con quali soldi.

Il palco
come scalpello.
Il racconto come metodo.
Il potere si capisce attraverso la struttura, non le dichiarazioni. Attraverso il sistema che ha reso possibili certe scelte, certe alleanze, certi fallimenti.
Ogni episodio ha la struttura di un atto istruttorio. Un'apertura che destabilizza. Un'analisi che smonta. Una domanda finale che non può più essere ignorata. Non si cerca il villain. Si cerca il meccanismo.
Capire, in certi casi, è già un atto politico.
« Non si cerca il villain. Si cerca il meccanismo. »
I profeti
del codice

Tredici figure. Tredici archetipi. Tredici modi diversi in cui tecnologia, finanza e politica si sono fusi in un'unica forma di potere.
Ogni episodio è un monologo autonomo. Ma chi li vede tutti e tredici capisce qualcosa che i singoli non dicono: questi protagonisti non agiscono separatamente. Si conoscono, si finanziano, si proteggono. Sono un sistema. Raccontano il mondo di oggi e di domani: il potere dietro l'innovazione tecnologica.
Chi scrive il codice scrive le regole. E chi scrive le regole, oggi, non si presenta alle elezioni. Una voce sul palco, tredici nomi sotto processo: un sistema da smontare, pezzo per pezzo.
Tredici monologhi.
Stagione I.
13 episodi · 25–35 min · IT / ESOgni mito tech
è un archetipo universale.
La Silicon Valley non ha inventato nulla. Ha dato nuovi nomi a figure che riconosciamo da sempre. Collegare ogni protagonista al suo archetipo è uno strumento di analisi critica: capire la struttura di potere che incarnano — e perché la storia che hanno deciso di raccontarsi funziona così bene su di noi.
L'Eroe
Affronta il drago, ruba il fuoco, torna trasformato. Promette liberazione collettiva e chiede sottomissione individuale al suo viaggio. Quando il drago non c'è, lo inventa — perché senza drago, l'eroe non esiste.
L'Ombra
Tutto ciò che la coscienza ufficiale rifiuta di vedere: il desiderio di gerarchia, la paura della folla, il sogno di un sovrano illuminato. Non occupa il trono — finanzia chi lo occuperà al suo posto.
Il Creatore
Non immagina: ordina. Trasforma il caos in infrastruttura, l'infrastruttura in dipendenza, la dipendenza in legge naturale. Quando lo guardi non vedi un'azienda: vedi una civiltà privata che si sostituisce a quella pubblica.
Il Mago
Manipola forze che lui stesso non comprende fino in fondo. Trasforma la materia, apre soglie, libera energie — e poi chiede a noi di chiuderle al posto suo. Promette miracolo, consegna mistero.
Il Puer Aeternus
Il fanciullo eterno che rifiuta la responsabilità adulta. Costruisce uno specchio universale e ci abita dentro — non guarda gli altri, guarda l'effetto che fa sugli altri. Non vuole crescere: vuole essere sempre visto.
Il Custode
Fornisce ciò di cui tutti hanno bisogno per esistere. Non combatte: forgia gli strumenti di chi combatte. Si dichiara neutrale finché incassa da entrambe le parti — e nessuna delle due può più farne a meno.
La Persona
La maschera sociale che si stacca dal volto e prende vita propria. Personaggio prima che persona, posizionamento prima che pensiero. La sua biografia è un copione, la sua rabbia un targeting, la sua identità un prodotto.
Il Sovrano
Stabilisce l'ordine e lo difende a ogni costo. Sopravvive a tutte le rivoluzioni perché possiede l'infrastruttura su cui le rivoluzioni vengono scritte, contate e dimenticate. Il trono cambia faccia — il database resta.
L'Esploratore
Va oltre la frontiera nota anche quando sa che oltre la frontiera può non esserci ritorno. Conosce il rischio, lo nomina, lo annuncia — e lo apre comunque, perché lasciare la porta chiusa è considerato il rischio più grande.
La Ribelle
Rompe le regole del gioco quando le regole sono già state scritte contro di lei. Lavora nel silenzio mentre i profeti fanno annunci. Quando il mondo si gira a guardare, l'impero che davano per morto è già il suo.
Il Saggio
Non vuole il potere: vuole la comprensione — e la trasmette. Insegnare è la sola forma di potere che non si esaurisce. Chi forma chi addestrerà le macchine, plasma il pensiero del secolo prima ancora che il secolo lo sappia.
I Gemelli
La coppia speculare: due volti dello stesso istinto, prudenza e ambizione, freno e acceleratore. Costruiscono la cosa pericolosa per poterla controllare. Il loro alibi è anche la loro condanna: se qualcuno deve farlo, meglio che siamo noi.
L'Oracolo
Vede prima degli altri perché possiede gli occhi degli altri. Trasforma i dati in profezia e la profezia in obbedienza. Non governa: anticipa. E chi anticipa, decide ciò che agli altri sembrerà inevitabile.
Un monologo.
Un personaggio di oggi,
un archetipo universale.
Natàlia García Carbajo sale sul palco. Si siede. Parla. Senza ospiti, senza interviste, senza grafici. Solo la voce, la storia e il tempo. Ogni episodio dura 25–35 minuti ed è costruito come un atto teatrale: tensione, sviluppo, rivelazione, finale che riapre tutto. Stessa forma per il teatro, per la televisione, per lo streaming. Italiano e spagnolo, per un pubblico transatlantico.
Alla fine non conoscerai solo meglio un personaggio. Capirai il tempo che lo ha creato — e l'archetipo universale che si nasconde dentro. E forse, qualcosa di te stesso e del mondo che hai lasciato costruire.
Lo stesso bisturi
su ogni personaggio.
Ogni personaggio viene attraversato con le stesse cinque domande — permettendo di confrontare l'Eroe con il Sovrano, il Mago con il Custode, l'Ombra con il Saggio. Le ferite sono il metodo.
Da dove viene davvero — non la favola che racconta.
« Tutto comincia dall'inizio »
Cosa promette al mondo. E a chi la promette.
« Ogni profeta ha un suo paradiso »
Come ottiene il potere — la struttura, non gli annunci.
« Il modo è il messaggio »
Chi paga il conto della sua visione. Sempre qualcuno paga.
« Nessuna grazia è gratis »
Cosa lascia. E cosa lascia a noi da gestire dopo.
« Ciò che resta quando lui non c'è più »

Natàlia
García Carbajo
Giornalista e politologa spagnola, vive da oltre vent'anni in Italia. Ha attraversato la comunicazione istituzionale, il giornalismo economico e internazionale, la politica e la televisione.
Con I Profeti del Codice porta in scena una convinzione precisa: il teatro è l'unico luogo in cui la complessità diventa racconto senza perdere profondità. Non intervista i potenti. Li racconta.
Lettrice di Jung, appassionata di Jodorowsky e dei linguaggi dell'esoterismo, è convinta che ogni epoca scelga i propri miti — e che dietro ogni nuovo profeta si nasconda una figura antichissima. Identificare ciascun protagonista con un archetipo non è un vezzo letterario: è uno strumento per leggere il presente. Le maschere cambiano, la struttura del potere no. Riconoscere l'archetipo è il primo modo per smettere di esserne complici.
« Non interessa chi sono. Interessa il sistema di potere che incarnano — e in cui siamo già dentro. »
Il potere reale non fa annunci. Si installa — e aspetta che il mondo dipenda da lui.
Tecnologia, finanza e politica non hanno più confini netti. Sono la stessa cosa con tre nomi diversi.
Per capire un personaggio bisogna capire il mondo che lo ha reso necessario — e l'archetipo che si è fatto costruire intorno.
Il potere non vive nelle istituzioni. Vive nei corpi, nelle immagini, nei desideri — e negli algoritmi.
Parliamo di I Profeti del Codice.
Materiali, demo e approfondimenti disponibili su richiesta.